12 Settembre 2011


Lucio Dalla è un artista solido, profondo, fantasioso e multiforme. È cantautore di razza ma anche attore e regista e, una decina di anni fa, è stato addirittura direttore creativo di My-Tv, la prima Web TV Italiana.
Più che un musicista è un visionario della canzone, uno che ha trasferito immagini e storie in note, facendo della continua ricerca e della sperimentazione i suoi marchi di fabbrica.
In quasi mezzo secolo di carriera è arrivato ad un’intimità tale con la sua figura artistica che, mentre lo osserviamo sul palco dell’Arena Giardino di Cremona, dove veste il ruolo di punta di diamante nell’edizione 2011 del Festival di Meza Estate, ci sembra che passeggi nel soggiorno di casa, parlando con un pugno di vecchi amici anziché con un folto pubblico di fan.
È agli amici, Lucio, ha riservato il meglio del proprio repertorio: una ventina di pezzi che costituiscono la spina dorsale della sua discografia, brani come Piazza Grande, 04/03/’43, Canzone e Caruso, tanto per rendere l’idea.
Eppure il momento più intenso della serata non viene da un grande classico ma da una “sorella minore”, Henna, che l’artista svela come sua favorita.
Come i grandi estimatori sapranno già, trattasi di un pezzo risalente ai primi anni ’90, inserito all’omonimo album. Dalla, per l’occasione, ne spiega la storia, in un alchimia di sincerità e pathos che tocca il pubblico nel fondo dell’anima.
Quale, dunque, la genesi di questa canzone? Ebbene, il brano fu ispirato a Dalla in una giornata vacanziera, al largo della costa adriatica. Mentre oziava in barca, il cantautore vide sfrecciare in cielo dei bombardieri che si dirigevano verso la vicina Jugoslavia, ai tempi martoriata dalla guerra civile. Da lì l’ispirazione – o forse sarebbe meglio chiamarla vocazione – a raccontare in note la follia della guerra, parlando con semplicità di un soldato che dice no.
Il pezzo viene recitato prima che Lucio lo canti, perché un testo così sentito merita di essere ascoltato anche oltre la musica.
Il concerto si chiuderà in un crescendo con Balla Balla Ballerino e con l’amatissima Attenti al Lupo, ma, al di là degli applausi scroscianti a salutare l’artista, resterà quell’intimo momento di riflessione il vero clou della serata.

Voto: 8
Positivo: Lucio Dalla, artista a 360°, potrà essere apprezzato o meno ma il suo valore nel firmamento musicale italiano non si discute
Negativo: In media i prezzi dei biglietti erano più alti di quelli di altri cantautori

Marco Ragni