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Giuseppe Cederna è in scena, nel centesimo anniversario della Grande Guerra, con uno spettacolo dalla natura eterogenea. Quasi d’un sol fiato, l’attore racconta il Primo Conflitto Mondiale attraverso un percorso che attinge alla variegata documentazione del periodo.

Appollaiato su una scenografia spoglia, una sorta di trincea, Cederna incarna i protagonisti del Suicidio d’Europa, partendo da Gavrilo Pincip, assassino di Francesco Ferdinando d’Austria e arrivando ai semplici fanti, in una sfilata che chiama in causa anche poeti che vissero il fronte, come Ungaretti e Gadda. Lo accompagnano i ritmi balcanici eseguiti da Alberto Capelli e Mauro Manzoni che ne scandiscono la narrazione concitata.

Nell’ora e venti dello spettacolo, l’attore non si ferma un momento, mitragliando sul pubblico episodi serrati, in una cronaca quasi trafelata che mette insieme episodi storici, lettere e poesie.

L’ultima estate d’Europa diventa così un percorso nella sofferenza e nei sentimenti di uomini comuni che, un secolo fa, si trovarono di fronte alla formidabile realtà di una guerra senza precedenti.

Ottanta minuti intensi e dolorosi a sottolineare, senza inutili retoriche patriottiche, la cicatrice profonda cent’anni che i libri di Storia chiamano Prima Guerra Mondiale.

Marco Ragni

28 febbraio 2015