Cronaca di una piccola grande degustazione

Cercando Mairano sul web si viene immediatamente rimandati all’omonimo comune della provincia di Brescia. Invece c’è un altro Mairano, una frazione di Casteggio, in provincia di Pavia. È un piccolo centro che spunta a ridosso delle colline dell’Oltrepò Pavese. Una comunità tranquilla che diventa, una sera all’anno, il punto d’incontro per chi ama il vino e le degustazioni di qualità.

Il rito si è rinnovato anche in questo 2012, ieri sera. La consueta formula cara agli habitué, con tanto di tradizionale risottata offerta ai presenti. Come al solito è stato un successo con tanto pubblico (ma non troppo da creare sovraffollamento) ad animare la piazzetta.

Ci sono senza dubbio alcuni tratti inconfondibili che contraddistinguono Mairano da Bere rispetto ad altri eventi simili.Tanto per cominciare l’appuntamento si svolge con una certa discrezione, una riservatezza non proprio comune quando si parla di eventi. Si arriva a scoprire l’iniziativa più che altro attraverso il passaparola, perché manca quasi totalmente il supporto di qualsiasi forma pubblicitaria, anche solo su web. Pur essendo aperto al pubblico ha quindi il sapore di una serata tra amici e questo crea una piacevole intimità che consente di intrattenersi in piacevoli chiacchierate con i produttori di vino e di tipicità gastronomiche.

L’entrata è libera e si paga solo un modesto obolo se si desidera acquistare il calice per le degustazioni. Munirsi di bicchiere non è nemmeno obbligatorio: chi volesse rinunciare agli assaggi può semplicemente passeggiare e curiosare tra i banchetti esposti, gustando in ogni caso il risotto che è offerto gratuitamente dagli organizzatori.

Questa sorta di minimalismo non deve far pensare ad una bassa qualità. Tutt’altro! La degustazione è un fiorire di sorprese che non scontenta i palati più esigenti. Che sia per questo che viene così gelosamente custodita?

Marco Ragni

28 agosto 2012