Una rilettura d’autore armonica come una danza

Partire da un testo scritto da Machiavelli ha un vantaggio innegabile: permette di contare su fondamenta solide, pilastri di alta drammaturgia in grado di sostenere brillanti innovazioni .

Valore originale a parte, se “La Mandragola” di Ugo Chiti (andata in scena ieri al Teatro Comunale di Casalpusterlengo, Lodi) è uno spettacolo riuscito, gran parte del merito va alle scelte registiche e alla bravura degli attori in scena.

Partendo delle prime è d’obbligo un plauso ad alcune idee pregevoli, in primis al personaggio della ninfa calato nel ruolo di narratore. La figura, estranea all’opera originale, ha una funzione utilissima in prologo, epilogo e nei passaggi tra gli atti. La sua presenza alleggerisce l’incedere dello spettacolo e funge da diversivo per lo spettatore.

Altrettanto interessante l’uso dello spazio e degli essenziali elementi scenici. Al centro del palco c’è una pedana con un varco sullo sfondo. Tutto intorno bastoni, cubi e una sfera: oggetti senza una precisa identità che, proprio in virtù di questo loro essere neutri, assumono di volta in volta significati diversi. Ogni cosa è materiale grezzo che si raffina al contatto con gli attori. I personaggi si muovono con armonia, in totale rispetto degli equilibri, a volte danzando in spazi immaginari che vengono colmati dalla fantasia del pubblico. Intanto le forme in scena diventano altro, i bastoni si mutano in spade, i cubi in cuori infranti e la sfera è la rotonda immagine della maternità, prima inseguita e poi raggiunta.

Con grande abilità Chiti cesella intorno al linguaggio, accorda il fiorentino di Machiavelli ad un parlato più attuale, senza spogliare i dialoghi della loro antica ricchezza.

Il meccanismo perfetto si completa con gli attori, tanto immersi nel ruolo da sembrare i personaggi fuggiti da un libro. Mai fragili e inverosimili, nemmeno nei momenti più ambigui.

Una prova d’autore che denota personalità e consegna un opera immortale alla dimensione presente.

Marco Ragni

3 dicembre 2012

Voto: 8

Positivo: la personalità del regista

Negativo: niente di rilevante

 

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