Il cuore economico della Lombardia custodisce capolavori di fama mondiale

{{Information |Description=Blick vom Dom auf die Galleria Vittorio Emmanuele II. Milano |Source=own work |Date=Aug 2007 |Author=Welleschik |Permission= |other_versions= }} Category:Duomo di Milano - Roof

{{Information |Description=Blick vom Dom auf die Galleria Vittorio Emmanuele II. Milano |Source=own work |Date=Aug 2007 |Author=Welleschik |Permission= |other_versions= }} Category:Duomo di Milano – Roof

La metropoli lombarda è importante dal punto di vista industriale ed economico ma non meno da quello artistico e culturale.

Visitando Milano si possono trovare musei che contano nelle loro collezioni capolavori di rilevanza mondiale. Ecco quali solo i tre che non dovreste assolutamente perdervi:

Cenacolo Vinciano

Photo by Amanda Slater (amandabhslater on Flikr) Creative Commons -Attribuzione - Condividi allo stesso modo 3.0 Unported 

Photo by Amanda Slater (amandabhslater on Flikr) Creative Commons -Attribuzione – Condividi allo stesso modo 3.0 Unported

Il refettorio del convento domenicano di Santa Maria delle Grazie, accanto all’omonima chiesa, conserva uno dei dipinti più celebri al mondo: l’Ultima Cena di Leonardo da Vinci. Eseguita sulla parete nord della grande sala tra il 1494 e il 1498, durante la signoria di Ludovico il Moro, l’opera fu realizzata da Leonardo a “secco” anziché con la tecnica “a fresco” adottata tradizionalmente per le pitture murali.
Si tratta della più famosa rappresentazione dell’Ultima Cena, capolavoro di Leonardo e del Rinascimento italiano in generale. Nonostante ciò l’opera, a causa della singolare tecnica sperimentale utilizzata da Leonardo, incompatibile con l’umidità dell’ambiente, versa da secoli in un cattivo stato di conservazione, che è stato almeno fissato e, per quanto possibile, migliorato nel corso di uno dei più lunghi e capillari restauri della storia, durato dal 1978 al 1999 con le tecniche più all’avanguardia del settore.

Museo del Novecento

Photo by Stefano Stabile  Creative Commons -Attribuzione - Condividi allo stesso modo 3.0 Unported 

Photo by Stefano Stabile Creative Commons -Attribuzione – Condividi allo stesso modo 3.0 Unported

Il Museo del Novecento di Milano espone opere d’arte del XX secolo.
Sono esposte circa quattrocento opere, selezionate tra le quattromila a disposizione delle Civiche Raccolte d’Arte milanesi, molte provenienti dalla collezione Jucker.questi dipinti sono stati esposti dal 1984 al 1999 nella sede di Palazzo Reale, in via del tutto provvisoria. Sotto questo punto di vista il Museo del Novecento colma una lacuna storica, essendo mancato da sempre un centro fisso per l’esposizione di questi lavori, in una città come Milano che è stata culla di basilari movimenti artistici del novecento.Sono esposti dipinti di differenti periodi artistici, dal Futurismo alla Metafisica e la Transavanguardia, i gruppi di Milano, Roma e Torino e l’arte Povera.
La visita è aperta da due sculture di De Chirico dei Bagni Misteriosi della Triennale, accompagnate da un antico pavimento romano e dal Quarto Stato di Pellizza da Volpedo. Al primo piano hanno posto opere della collezione Jucker e i futuristi, al secondo gli astrattisti e i classicisti del novecento, il terzo piano ospiterà l’arte concettuale e a Palazzo Reale si conclude il tour con l’arte povera.
Tra le particolarità bisogna citare un’opera di Fontana creata nel 1956; si tratta di un intero soffitto realizzato per l’Hotel del Golfo a Procchio, all’Isola d’Elba. L’enorme lavoro è oggi in deposito al Comune di Milano, che ne ha approfittato per esporlo in una zona del museo.

Pinacoteca di Brera

Photo by Gryffindor   Creative Commons -Attribuzione - Condividi allo stesso modo 3.0 Unported 

Photo by Gryffindor Creative Commons -Attribuzione – Condividi allo stesso modo 3.0 Unported

La Pinacoteca ha sede nel grande palazzo di Brera, che ospita anche altre istituzioni: la Biblioteca Nazionale Braidense, l’osservatorio di Brera, l’Orto Botanico, l’Istituto Lombardo di Scienze e Lettere e l’Accademia di Belle Arti. L’edificio era stato costruito nell’antica, incolta terra “braida” (parola che nella bassa latinità aveva il significato di campo suburbano), da cui ebbe il nome Brera, il Palazzo quanto il quartiere. Il palazzo si apre su un cortile circondato da un elegante porticato, al centro è situato il Monumento a Napoleone I ideato da Antonio Canova.
Sorge su un antico convento dell’ordine degli Umiliati, una delle più potenti associazioni religiose del milanese. Fu nel 1571, che con la Bolla Papale di Gregorio XIII, si abolì l’ordine degli Umiliati, storici fabbricanti di lana, assegnando così l’antica prepositura di Brera alle “attente mani” dei Gesuiti, che ne fecero un centro di studi, dandogli il nome di Università. Si impose la necessità di costruire un nuovo e più ampio edificio, i cui lavori iniziarono nel 1591, e affidati nel 1615 ad un grande architetto del tempo in Lombardia: Francesco Maria Richini. Ma nel 1630 a causa della pestilenza, i lavori cominciarono a rallentare. Il progetto venne approvato solo nel 1691.

Fonte informazioni musei: Musei Online – Creative Commons -Attribuzione – Condividi allo stesso modo 3.0 Unported 

18 luglio 2013