Monteleonepecore1p

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Il paese di Monteleone di Spoleto è inserito in uno degli angoli naturalistici e paesaggistici più gradevoli ed incontaminati dell’intera Valnerina nonché dell`Appennino Centrale, l`Oasi Naturalistica dei monti Coscerno ed Aspra, caratterizzato da imponenti rilievi montuosi ricoperti da boschi di faggi e di roverelle intervallati da ampi pascoli e piccoli campi oggi, come migliaia di anni fa, destinati alla coltivazione del Farro, a cui oggi è stata riconosciuta la D.O.P.

La posizione di confine di Monteleone di Spoleto, collocato alla confluenza di antichissime ed importanti vie di comunicazione provenienti da nord (Norcia), da ovest (Spoleto), da sud (Leonessa) e da est (la Salaria, Valle del Tronto) gli valse l’appellativo di Leone degli Appennini, per il suo manifestarsi al viaggiatore come un castello cinto da mura e torri, e forse anche per il carattere fiero e bellicoso dei suoi abitanti. Delle passate epoche di guerre ed assedi rimangono numerose testimonianze, di cui la più celebre è la Biga del sec.VI a.c., qui ritrovata ai primi del Novecento, e della quale si conserva una splendida copia, opera della bottega del Manzù, mentre l’originale è oggi esposta al MET di New York.

Giungere a Monteleone di Spoleto, in Valnerina, vuol dire soprattutto immergersi in un paesaggio antico, fatto di campi separati tra loro da siepi e da filari arborati, testimonianza dell’antico sistema medievale dei campi chiusi, a ridosso dei quali spuntano i numerosi casali in pietra bianca locale, dai caratteristici tetti ad un solo spiovente, che asseconda la pendenza del pendio, per meglio drenare l’acqua piovana.

Il territorio, con i suoi nuclei abitati di Ruscio, Rescia, Trivio e Butino, è legato all’attività agricola e pastorale, ed in passato fu sede di celebri attività industriali, come le miniere di lignite di Ruscio e di ferro, dalle quali, secondo la tradizione, fu estratta la materia prima per i cancelli del Patnheon a Roma.

 il centro urbano preserva la testimonianza del benessere e della prosperità raggiunta in passato ed il visitatore potrà ammirare l’elevato pregio dell’arredo urbano sia civile (i palazzi Rotondi e Congiunti, la porta spoletina ed il portico con le antiche misure dei cereali) che religioso (la Chiesa e Convento di San Francesco, la Chiesa di San Nicola e di Santa Caterina, la chiesa di Santa Maria de Equo).

Le antiche tradizioni rurali, il ricco calendario di eventi e manifestazioni, i percorsi a piedi, a cavallo ed in bicicletta, la genuinità dei prodotti della terra sono la garanzia per trascorrere vacanze serene in Valnerina e per recuperare un equilibrio psico-fisico ed un ritmo di vita più lento.

Fonte: La Valnerina – Creative Commons – Attribuzione 3.0 Italia (CC BY 3.0 IT)

7 marzo 2014