“L’eternità attraverso il momento” ritratta dal padre del fotogiornalismo

Fino al 24 giugno 2012, presso il Palazzo Reale a Torino, una mostra sul fotografo Henri Cartier-Bresson allieterà i visitatori con le sue foto: dall’onirico sguardo su Matisse e le sue colombe, fino ai paesaggi della Rive Gauche di Parigi.

Per descrivere la lunga carriera di Henri Cartier-Bresson, servirebbe un volume, sicuramente illustrato, che raccontasse buona parte del secolo scorso. La produzione artistica del fotografo francese, infatti, copre (e scopre) alcuni degli eventi e dei personaggi più influenti del ventesimo secolo. Non è possibile avvicinarsi alle opere del genio francese senza essere trascinati in una sorta di estasi. Attraverso le immagini, infatti, Cartier-Bresson plasma la realtà come se fosse metallo fuso per poi lasciarla solidificare in granitici momenti scolpiti nella memoria collettiva. Le foto dell’artista sono più che semplici momenti rubati, sono attimi di vita che, sfogliati, ci narrano un passato che col passare del tempo assume toni poetici e leggendari.

L’occhio del secolo, così è stato definito l’artista francese, ci mostra un mondo fatto di persone, vero e proprio fulcro della sua produzione. Persone riprese nei loro momenti più intimi, nella vita di tutti giorni, in contesti che non hanno nulla di artistico, molto spesso fotografati a loro insaputa, quasi per caso. Ed è proprio da imputare al fato parte della fortuna del grande fotografo. Se infatti da un lato è possibile cogliere una conoscenza tecnica non indifferente – basta infatti notare la composizione e le geometrie di alcuni scatti – dall’altro è innegabile la componente fortuita che ha permesso il tratteggio di situazioni uniche. Gli esempi in questa direzione si sprecano. Passando dal funerale di Gandhi alla famosissima foto scattata nel campo di concentramento di Dessau, non si può non apprezzare e l’unicità di alcuni istanti, fissati per sempre nella pellicola dall’occhio attento del fotografo.

Le figure fuori dal tempo stampate nelle sue foto, passano dall”accademico francese vestito in pompa magna per arrivare ad uno degli ultimi eunuchi cinesi, immergendosi poi in un bordello di Alicante per riemergere di nuovo in Cina, negli ultimi giorni del Kuomitang.

Naturalmente tra i vari scatti trovano posto quelli fatti ad alcune personalità di spicco nella vita sociale dell’epoca, tutti ritratti dietro ad un velo di disarmante semplicità. Non è questo il luogo per elencare tutti i personaggi di spicco presenti, da Ezra Pound all’ancora cardinale Pacelli, ma è piuttosto interessante notare che molto spesso gli stessi sono ritratti come persone comuni, come tutti i soggetti di Henri Cartier-Bresson.

Roberto Cera

17 maggio 2012

Voto: 7 ½

Positivo: il prezzo della mostra è molto vantaggioso

Negativo: purtroppo non hanno pensato di fare un catalogo delle opere.