La rassegna Altri Percorsi del Teatro Fraschini di Pavia si è chiusa ieri con lo spettacolo N.E.R.D.s – Sintomi diretto da Bruno Fornasari e interpretato da Tommaso Amadio, Riccardo Buffonini, Michele Radice e Umberto Terruso.
Il titolo può trarre in inganno e rimandare a persone poco popolari e ossessionate dalle tecnologie, ma nello spettacolo rappresenta principalmente l’acronimo del “bruciore di stomaco”, in inglese Non Erosive Reflux Disease. Da questo punto di vista la scelta è azzeccata perché quasi tutti i personaggi in scena sono affetti da questo disturbo, principalmente provocato dal malessere socio-affettivo della nostra epoca.

Ne soffrono i protagonisti, quattro fratelli riuniti per le Nozze d’Oro dei genitori, tutti segnati da rapporti insoddisfacenti o addirittura tormentati, ne soffrono mogli, compagne e amanti e, come si scopre alla fine, nel divertente siparietto che va in scena a spettacolo concluso, ne soffrono anche i genitori, illustri assenti in tutta la parte principale.

Per raccontare abitudini e disagi della nostra quotidianità, Fornasari fissa la scena su un palcoscenico che diventa il giardino della tenuta scelta per la cerimonia. Il verde dominante è spezzato solo dal bianco di alcune sedie, da qualche festone e da un paio di palloncini. Di lato, un po’ defilato, spicca curioso un sanitario, che sarà teatro di alcune scene particolarmente “intense”.

In questa cornice si muovono i quattro attori, interpreti dei fratelli ma anche delle compagne, degli amanti, delle anatre, e degli altri personaggi necessari. È sufficiente un oggetto rappresentativo – una borsetta, un guinzaglio sospeso a mezz’aria, una maschera – per segnalare il cambio di ruolo, in uno serie dinamica di scene scandita da delle dissolvenze.

C’è ironia e umorismo all’inglese, ma anche tanta amarezza in un contesto che, a dispetto delle apparenze, non ha nulla di rassicurante e mette impietosamente a nudo errori, convinzioni e ipocrisie di tutti i presenti.

Uno spettacolo fresco e interessante, capace di toccare temi molto dibattuti senza mai diventare scontato. Nella sua ora e mezzo di sorrisi, sorprende, diverte e non manca di stimolare qualche riflessione.

Marco Ragni