Originale utopia sulla femminilità al potere

Dietro suggerimento di un’amica, ho iniziato a leggere questo libro edito da Feltrinelli. Lei sosteneva di averlo scelto come lettura leggera per l’estate e di averci trovato, inaspettatamente, argomenti di un certo interesse.

Se ci penso posso ancora vedere la sua espressione in cerca di complicità, mentre mi diceva che la trama trattava di un paese comandato da donne. “Nel paese delle donne” è appunto il titolo di questo romanzo.

Faguas, piccolo stato immaginario del centro america, è governato interamente dal gentil sesso, come risposta ad una storia di potere da sempre maschile in cui ha prevalso la corruzione.

Le donne del partito PIE (dallo spagnolo piede, ma anche Partido de la Isquierda Erotica cioè Partito della Sinistra Erotica), in seguito ad un’eruzione vulcanica che ha annientato il testosterone della popolazione maschile, mandano a casa tutti i dipendenti statali uomini e ne perndono il posto. Istituiscono quindi corsi di cure materne, fanno crescere l’economia del paese coltivando fiori e garantiscono asili nido nei posti di lavoro, creando così la possibilità reale di scegliere se diventare madri o meno.

Si entra in questo modo tra temi delicati e spinosi da sempre: quelli della libertà e dell’uguaglianza dei diritti tra uomo e donna, spesso oggetto di discussione anche per le società più moderne.

Una donna può davvero scegliere di fare la madre se questo ne bloccherà la carriera? Può invece decidere se proseguire esprimendosi sul lavoro se questo le impedirà di avere figli?

Se le donne sono trattate come pari solo sulla carta e da sempre gli uomini hanno fatto le leggi senza proteggere la fisiologia della famiglia e della natura umana, allora è forse giunto il momento per una rivincita.

I mariti costretti a curare i figli scoprono quanto possa risultare monotona e faticosa la vita di una casalinga. Si ritrovano sfiniti, annoiati, frustrati, sprecati, ma allo stesso tempo imparano anche ad apprezzare il contatto vero e affettivo delle problematiche di tutti i giorni, il significato di essere genitori.

Il nucleo famigliare viene finalmente protetto con leggi che ne garantiscano il benessere emotivo e culturale, ricondotto a quel ruolo di origine prima tipico di un popolo sano.

Sotto il governo della presidentessa Viviana e delle sue bellissime collaboratrici-amiche si prendono provvedimenti durissimi contro il maltrattamento femminile e gli stupratori vengono messi in piazza, esposti in gabbie, con un tatuaggio sulla fronte che li renda riconoscibili per sempre.

Le donne del PIE abbracciano Faguas con un gesto materno che risolve con amore ed impulsività femminile ogni cosa. La sensibilità non è più una debolezza, ma un modus operandi. Le cure materne permettono di occuparsi del paese con l’affetto disinteressato ed altruista che solo le mamme hanno. La sensualità e l’erotismo vengono esaltate nella cura dell’estetica del paese che deve presentarsi pulito e ordinato e così viene proposta anche una soluzione economica del tutto rosa. Si costruiscono serre in quantità – indispensabili in un paese che non può produrre altro che fiori – e si acquistano aerei frigorifero per le esportazioni.

Le donne dimostrano al mondo intero che si possono risolvere i problemi di una nazione se la si cura con amore. Non c’è dunque da stupirsi se già alla quinta pagina del libro qualcuno spara alla presidentessa…

Il resto del romanzo è un giallo senza suspence che permette semplicemente all’autrice Gioconda Belli di esprimere il suo pensiero sui diritti più o meno veri delle donne nella civiltà moderna.

Le interessanti soluzioni vengono esposte con un linguaggio piatto, i personaggi sono poco caratterizzati, i dialoghi inverosimili, le scene si sesso accennano ad una sensualità che osa nelle descrizioni, ma che manca di coinvolgimento emotivo. Il finale è scontato. La trama ed i personaggi fanno solo da vetrina.

In questo nostro momento di crisi politico economica, però, resta un testo interessante nel suo contenuto utopico, che ci fa chiedere se non sarebbe bello, per una volta, far trovare alle donne una materna soluzione mondiale.

Maia Fiorelli

17 novembre 2012

 

Voto: 6,5

Positivo: Il libro invita a riflettere su soluzioni emplici e alla portata di tutti.

Negativo: dopo un inizio altamente poetico il romanzo usa un linguaggio tendenzialmente piatto.

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