Rileggere un “classico” non è sempre facile…

Era il 1971, West End londinese. Lo spettacolo andò in scena ininterrottamente fino al 1987 con oltre 6.000 repliche. Lo scorso sabato è toccato all’associazione culturale “Compagnia Teatrale La Lampada” riprendere le redini del gioco, nella familiare cornice del Teatro Besostri di Mede.

“Niente sesso, siamo inglesi”  è una divertente commedia in due atti che porta in scena vizi e virtù della perbenista società inglese degli anni settanta. Un giovane e rampante direttore di banca riceve un pacco pieno di foto pornografiche. Il tentativo di disfarsene dà il via ad una catena di equivoci e situazioni comiche che coinvolgono, oltre alla famiglia del protagonista, tutta la piccola comunità in cui vive. Ciò che ne esce è il ritratto di una società che vive di apparenza e di luoghi comuni, ben ancorata a pannelli dietro i quali si trova un antesignana “second life” che, se portata alla luce, sconvolgerebbe l’ordine costituito.

I cardini su cui si muove la vicenda sono il ritmo serrato e la ricerca della situazione comica. Il che da continuità ad un testo tuttavia piuttosto semplice.

Obiettivo raggiunto a metà dalla compagnia milanese che nella propria ricerca di rilettura troppo si distanzia dai canoni anglosassoni del tempo, senza tuttavia raggiungere le nostre sponde e i nostri giorni. La recitazione male arriva allo spettatore, che si sente quindi troppo distante e distaccato dalla vicenda. Pochi, ma non del tutto assenti, i momenti esilaranti, a quasi esclusivo appannaggio del collaboratore Martin Bridge, il quale sembra l’unico dotato dei tempi comici necessari a risvegliare la sonnacchiosa platea. Non a caso il suo personaggio viene spinto all’estremo fin quasi a eclissare gli altri protagonisti.

Alla fine dello spettacolo ci restano 110 minuti altalenanti tra ottime battute e momenti del tutto anonimi. Un’ottima piece che tale rimane, nonostante il tempo che passa.

Emanuel Grieco

19 marzo 2013

Voto : 5.5

Positivo : come sempre l’ambiente e poi l’interpretazione di Simone De Benedittis

Negativo : altri personaggi troppo poco incisivi

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