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Spettacolo visto al Teatro Fraschini di Pavia martedì 19 gennaio 2016

Scritto nel 1982 da Annibale Ruccello, Notturno di donna con ospiti è uno spaccato di periferia ambientato nell’hinterland napoletano. La protagonista è Adriana (interpretata da un’espressiva Giuliana De Sio), casalinga un po’ infantile, annoiata e poco considerata (se non per scopi sessuali) dal rozzo metronotte che ha per marito.

In una calda notte d’estate, la sommessa quotidianità della donna subisce uno scossone quando, come in un sogno, tre sconosciuti irrompono in casa sua, trascinandola in un delirio di sentimenti e desideri contrastanti.

L’ambiente serrato della cucina, dove si svolge l’intero spettacolo, è cornice e gabbia ideale per raccontare una vicenda che ha toni onirici e grotteschi. Tra dettagli e oggetti kitch che sottolineano la ricerca di un’omologazione con la società, si agitano le nevrosi dell’insoddisfazione e il facile cedere alle passioni che sembrano a portata di mano, come quelle che si trovano, disperatamente cercate, nella magica scatola televisiva.

Ma questo è solo uno dei livelli in cui si muove Adriana che, a suo modo, trova continue e irreali vie di fuga, evocando illusioni e varchi di memoria che trasformano l’armadio o la porta sul giardino in scappatoie dedicate ai flashback.

La deriva domestica che si vede sul palco ha un che di spaventoso perché mostra da quanta ordinarietà può nascere la follia e, mentre il gioco si ingarbuglia e lo spettatore fatica a distinguere il vero dal falso, gli interrogativi sulla nostra società sorgono quasi spontanei.

Nelle due ore che conducono al finale, passato e presente si mischiano sempre più, mentre realtà e immaginazione cadono nel vortice delle situazioni più confuse, sfociando in una conclusione ammiccante al genere noir.

Spettacolo semplice solo all’apparenza, grave di una complessità le cui sfaccettature risultano piuttosto difficili da afferrare.