La commedia con Max Pisu e Alessandra Faiella riesce solo a metà

 

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Spettacolo visto al Teatro Sociale di Stradella, venerdì 22 novembre 2013

Nudi e Crudi

Maurice e Rosemary Ransome (rispettivamente interpretati da Max Pisu e Alessandra Faiella) sono una coppia della borghesia inglese senza un particolare feeling.

Il marito è un avvocato presuntuoso e amante della musica di Mozart, la moglie è più naif, con un livello culturale inferiore a quello del partner ma con una voglia di vivere che patisce non poco la repressione di una vita circoscritta al solito tran tran.

La loro quotidianità viene sconvolta una sera, al ritorno dal teatro, quando scoprono che l’appartamento dove vivono è stato completamente svaligiato, svuotato di ogni mobile e oggetto.

La situazione – che si rivelerà diversa da quel che appare – cambia bruscamente la monotonia di un’esistenza senza scossoni, mettendo in discussione i molti punti deboli di un rapporto ormai spento.

Edoardo Erba traduce e adatta per il palcoscenico il breve romanzo “The clothes they stood up in”, scritto nel 2001 da Alan Bennet, e ne lascia la regia a Marco Rampoldi, il cui compito è dirigere gli attori attraverso il delicato terreno dello humor britannico.

Per tutto il primo tempo ogni cosa funziona a dovere, Pisu e la Faiella reggono bene la scena, dapprima spoglia e poi caratterizzata da pochi elementi che delineano la situazione di crisi (come un tavolo da campeggio e delle sedie provvisorie), e si rincorrono in discussioni di coppia che guardano il furto da punti di vista diversi. Lui, razionale e materialista, pensa all’assicurazione e a non perdere nemmeno un giorno di lavoro. Lei, dopo un pianto disperato che è l’incipit della commedia, inizia a desiderare che l’inaspettato problema dia il là a un cambiamento.

La terza voce in che si unisce al coro è quella di Claudio Moneta, versatile e convincente nell’interpretazione di più personaggi che nel loro essere poco più che caratteri soffiano ventate di freschezza e umorismo.

Peccato che all’apertura del sipario dopo l’intervallo il ritmo rallenti e si faccia largo una certa ripetitività. La relazione traballante tra i due coniugi diventa sempre più improbabile e, nel finale, si trasforma in qualcosa di assai poco verosimile, trascinando la commedia verso un finale stanco e vagamente arrangiato.

Voto: 6

Positivo: i tre interpreti offrono al pubblico un’interpretazione molto divertente

Negativo: nel secondo atto la trama si ingarbuglia in modo inopportuno

Marco Ragni

25 novembre 2013

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