Lo spietato spettacolo di Gassmann racconta due vite spezzate

Quella “Oscura Immensità” che dà il titolo allo spettacolo di Alessandro Gassmann, andato in scena ieri al Teatro Fraschini di Pavia, ne è anche la vera protagonista.

Tenebre materiali, morali e spirituali cingono d’assedio il palcoscenico per tutto il tempo, lasciando spuntare appena brevi spiragli di luce che raccontano la storia di due personaggi.

Al pari del libro da cui è tratta, “L’oscura immensità della morte” di Massimo Carlotto, l’opera teatrale affronta argomenti come dolore, ossessione, castigo e rimorso, senza cadere nel sentimentalismo o nell’ipocrisia ma mantenendo l’equilibrio di una spietata e cruda onestà.

I due attori in scena dialogano tra loro a suon di monologhi, raccontandosi senza mai apparire in un confronto diretto.

Silvano Contin (interpretato da un inspirato Giulio Scarpati) è un uomo che ha perso tutto quando moglie e figlio sono stati uccisi durante una rapina. Da 15 anni vive in un limbo esistenziale fatto di giorni tutti uguali e di incubi ad occhi aperti scanditi dagli ultimi istanti dei suoi cari.

Una non-vita che condivide idealmente col suo carnefice, quel Raffaello Beggiato (l’ottimo Claudio Casadio) che ha premuto fatalmente il grilletto – anche se ha fatto ricadere la colpa materiale sul complice mai rivelato – e che ora sconta l’ergastolo, divorato da un cancro e dal desiderio di ottenere la grazia.

Dietro un velo traslucido sul quale si proiettano le ombre immateriali dei ricordi e dei fantasmi, si consuma una storia di lugubri speranze. In una sorta di patto diabolico retto su monologhi paralleli, la vittima Contin scoprirà il nome del complice e ne diverrà carnefice mentre Beggiato ritroverà una libertà temporanea al quale egli stesso rinuncerà, travolto dal peso di un errore che sembra inarrestabile.

È una storia senza speranza che le intuizioni di Gassmann e le voci dei due attori rendono feroce e tangibile. Altrettanto tangibile è quell’oscurità che cala prima del sipario, inghiottendo l’alter ego di Casadio e poi serrando il pugno attorno al personaggio di Scarpati, soffocandolo insieme ai malinconici spettri del suo passato.

Marco Ragni

23 gennaio 2013

Voto: 7,5

Positivo: la scenografia e i giochi di luci sono così coinvolgenti da diventare protagonisti aggiunti

Negativo: alcuni monologhi possono risultare troppo lunghi