A spasso tra i dinosauri


Non mi è servito arrivare al primo modello che replicava una creatura estinta per trovarmi in viaggio nel tempo: il mio personale rewind era già cominciato dal momento in cui ho varcato la soglia del Parco della Preistoria, una delle mete preferite della mia infanzia.
Ero assente da oltre vent’anni ma, mentre percorrevo i sentieri indicati dall’itinerario, mi sono sentito estremamente in sintonia con le sensazioni del passato e mi è venuto da pensare che anche per un bimbo di oggi, avvezzo ai mondi sconfinati di Internet, deve essere una bella esperienza trovarsi a contatto con le ricostruzioni dei colossi preistorici.
C’è molto Jurassic Park nell’area naturale di Rivolta D’Adda ma badiamo bene a non sbagliarci, il kolossal di Steven Spielberg è arrivato quando il parco era già una realtà ben consolidata.
Un bambino d’altri tempi come il sottoscritto se lo ricorda bene!
Tra l’altro il percorso non lascia troppo spazio alla fantascienza ma affronta l’evoluzione in modo piuttosto serio, partendo dall’origine dell’universo e accompagnando i visitatori attraverso tappe che vanno dall’Era Paleozoica, con le prime forme di vita acquatiche, fino a quella Neozoica, che ha visto l’affermazione dell’essere umano.
L’itinerario prevede l’incontro con una trentina di modelli che hanno sicuramente più impatto di un’illustrazione trovata sui libri. Divertimento a parte la resa didattica non si discute.
Ma il Parco della Preistoria non si ferma a mastodontici bestioni di plastica. Camminando lungo i sentieri si incontrano anche simpatici animaletti vivi e vegeti e per niente interessati all’idea di estinzione. Cavalli, capre, pecore e cervi si avvicinano ai recinti cercando di convincere i passanti a dar loro un po’ di cibo extra, oppure guardano sornioni dalle loro posizioni ombreggiate, forse chiedendosi cosa ci fanno dei pazzi a zonzo nel caldo di agosto.
Per chi si intende di botanica va detto che anche la flora del parco si dimostra all’altezza. Di tanto in tanto il percorso principale offre un diversivo che porta a contatto con diversi tipi di piante.
Ciò è di sicuro interesse per chi distingue un pioppo da un cipresso, meno per il sottoscritto che tra le deviazioni ha apprezzato maggiormente quella del labirinto di siepi che costituisce, con trenino e parco giochi, una delle varianti ludiche del parco.
A fine percorso, dopo una tranquilla camminata di circa un paio d’ore tra soste e pause varie, è piacevole crogiolarsi all’ombra, apprezzando fino in fondo la pace e la tranquillità del luogo.

Positivo: il parco è vasto e tranquillo, sebbene pieno di intrattenimenti. I bimbi si divertiranno e i genitori non subiranno un crollo nervoso.
Negativo: in tempo di crisi l’assenza di un pacchetto di ingressi rivolto alle famiglie potrebbe scoraggiare i nuclei più numerosi.

Marco Ragni