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Steven D. Levitt e Stephen J. Dubner sono due pensatori sopra le righe. Il primo è un economista che insegna all’università di Chicago, noto per essere una mente brillante anche in virtù delle sue teorie fuori dal comune. Il secondo è giornalista e scrittore e collabora con il New York Times e il New Yoker. Insieme sono conosciuti per essere i padri della Freakonomics, il cosiddetto calcolo dell’incalcolabile, un approccio originale e sorprendentemente efficace all’economia e, più in generale, alla vita contemporanea.

Pensare Freakonomics, recentemente pubblicato da in italia da Sperling & Kupfer, è un una specie di bibbia dei pensatori freak perché si prende la briga di spiegare l’applicazione del metodo alla realtà di tutti i giorni.

Scritto con stile divertente e scorrevole, il libro mette insieme aneddoti e consigli che permettono di vedere le cose da un punto di vista diverrso. Aspettatevi perciò capitoli dai titoli poco ortodossi come “Che cos’hanno in comune re Salomone e David Lee Roth” oppure “Quando mollare conviene” perché quello che gli autori vogliono fare è portare il lettore sulla via del pensiero alternativo, mostrando come l’applicazione di schemi controintuitivi sia utile ad arrivare a soluzioni invisibili.

Probabilmente la promessa riportata in copertina che garantisce “un metodo non convenzionale per risolvere tutti i problemi” è un tantino esagerata ma quel che è certo è che, avventurandovi tra le pagine, sarete spinti a immaginare criteri diversi da quelli che adottiamo ogni giorno. Se permettete, già questa presa di distanza dagli standard è un bell’aiuto per aprire la mente. E male non fa!