In viaggio coi bimbi sperduti tra pirati, coccodrilli e canzonette

Ancora una volta il musical di Peter Pan affascina grandi e piccini presenti al Teatro Colosseo di Torino. Per il sesto anno consecutivo quest’opera, unica in Italia, riempe i teatri per far tornare all’infanzia tutti coloro che, senza volerlo, sono cresciuti e hanno dimenticato il bimbo sperduto celato nel proprio cuore.

“Mi ricordo che anni fa…”, cantava Edoardo Bennato nel pezzo che diede il titolo ad uno dei suoi album più famosi, “Sono solo canzonette”. In effetti, non esiste inizio migliore per la favola che vi racconterò.

La storia la conoscete bene, è quella di un bambino che, non volendo crescere, si rifugia su un’isola in compagnia di altri pargoli e, nelle sue numerose avventure, incontra indiani, pirati e fate.

Quello che forse non tutti sano è che Peter Pan nasce, ma soprattutto si sviluppa, come personaggio legato al mondo del teatro ed è proprio sul palco che il ragazzo senza età dà il suo meglio.

Il musical, andato in scena per la prima volta nel 2006 – e diventato nella stessa stagione lo spettacolo teatrale più visto d’Italia – riesce a trasportare grandi e piccini sulla lontana Isola che Non C’è, incantando gli astanti con la sua magia.

Affrontare una sfida come questa non è di certo semplice. Una storia tanto nota rischia di risultare noiosa se raccontata senza la giusta passione e originalità. Occorre discostarsi, per quanto possibile, dalle ben note trasposizioni cinematografiche.

Come fare allora? Trovando una brillante via di mezzo tra la tradizione e il presente. Con una strizzata d’occhio ai grandi protagonisti cinematografici come Spugna e i fratellini della bravissima Wendy, e la capacità di stare al passo coi tempi. Con ingredienti simili Peter Pan non può lasciare indifferenti!

Il fantastico Capitan Uncino, coi suoi pantaloni in pelle e stivali da rocker, omaggia il mondo della musica citando i Kiss e ballando la Gangnam Style. In contapposizione, naturalmente, non può che esserci l’eterno ragazzo che si nasconde in tutti noi, un funambolico Peter capace di tenere col fiato sospeso grandi e piccini con le sue evoluzioni.

È difficile decidere da che parte schierarsi perché ogni personaggio ha la sua dose di carisma.

Prendiamo per esempio il vecchio Giacomo, personaggio che richiama chiaramente la figura paterna, che normalmente attira su di sé le antipatie dei piccoli per le azioni deplorevoli e per l’inconscia paura di crescere. Ebbene, in questa versione risulta estremamente accattivane coi suoi modi di fare da guascone. Per contro Peter, eterno bambino che, ottusamente, non vuole crescere, ancora una volta fa trasparire,in un’allegria a volte forzata, un pizzico di malinconia che spinge a riflettere. Usciti dal teatro non si può non domandarsi chi, tra i due, abbia ragione. Ma alla fin fine la cosa importante è non dimenticare mai che, se vorremo ritrovare i nostri eroi, la strada sarà sempre quella: seconda stella a destra e poi dritti fino al mattino.

Roberto Cera

2 gennaio 2013

Voto: 9

Positivo: Bellissime musiche, bravissimi gli attori, belle le scenografie.

Negativo: la temperatura nel teatro ha costretto il pubblico a guardare lo spettacolo col cappotto.

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