Spettacolo visto al Teatro Fraschini di Pavia, mercoledì 31 gennaio 2018

La sensazione predominante durante tutto lo spettacolo Piccole Gonne è un senso di svago surreale. Guardando gli attori in scena si ha l’impressione che si stiano divertendo almeno quanto il pubblico, forse di più. Ciò vuol dire che Alessandro Fullin ha colpito nel segno, mettendo mano a una parodia che, pur dichiarando come fonte d’ispirazione il celebre romanzo di Louisa May Alcott, usa la trama del libro solo come pretesto per mettere in scena un divertissement dallo spirito libero, dove gli interpreti si scatenano in un carosello di gag che il pubblico non manca di apprezzare.

Come in Piccole Donne anche qui c’è una Mrs March (lo stesso Alessandro Fullin) con quattro figlie da sistemare. L’impresa non è facile perché le ragazze hanno fattezze un po’ mascoline (del resto sono tutte interpretate da uomini, con un ammiccata alla tradizione elisabettiana) e, come se non bastasse, vengono da una famiglia di condizioni assai modeste.

Queste “soavi fanciulle” hanno fisici, volti e voci di Sergio Cavallaro, Simone Faraon, Mario Contenti e Ivan Fornaro: quattro vulcanici membri della Compagnia Nuove Forme pronti a scaricare tutta la loro vena goliardica, rendendo lo show una specie di grande festa dove tutti i presenti sono invitati.

A completare il cast c’è lo spasimante, Paolo Mazzini, il solo attore maschio a mantenere un ruolo del suo stesso genere, e l’unica donna, Francesca Ardesi, che veste i panni della zia.

Per un’ora e venti si assiste così a un gioco leggero che ha nella mimica, nelle canzoni e nelle battute a doppio senso i suoi punti di forza. Non c’è nulla di troppo originale ma gli ingredienti scelti bastano a soddisfare il pubblico, che infatti regala uno scrosciante applauso alla chiusura del sipario. Missione compiuta.