Mastandrea e Aprea si scontrano sull’Italia di oggi

 

Spettacolo visto a Teatro Fraschini di Pavia, sabato 1 febbraio 2014

640px-Valerio_Mastandrea_1

Foto: Redgeppy – Creative Commons – Attribuzione – Condividi allo stesso modo 3.0 Unported (CC BY-SA 3.0)

Con “Qui e ora” Valerio Aprea e Valerio Mastandrea esplorano a teatro i rapporti incidentali che si instaurano a volte tra gli essere umani. Lo spettacolo, scritto e diretto da Mattia Torre, parte da una situazione che più casuale non si potrebbe – lo scontro tra due scooter in una strada della periferia romana – per mettere in scena i conflitti dell’Italia di oggi, un Paese lacerato dal malessere dove il disagio sociale e quello esistenziale si mischiano. In un certo senso è una guerra tra poveri, con Mastandrea nel ruolo dell’uomo arrivato ma perennemente sotto pressione e Aprea in quello del disoccupato rassegnato a una vita precaria. Punto d’incontro tra due mondi apparentemente inconciliabili e la rabbia, che nel caso del primo personaggio si manifesta in un disprezzo evidente per i “falliti” mentre per il secondo agisce in modo più serpeggiante, arrivando a rovesciare lentamente e inesorabilmente le sorti della disputa.

Su un palco povero e decadente, allestito solo con i rottami delle due moto e con un cartello arrugginito, si scatena per un’ora e mezza una lotta verbale senza esclusione di colpi. Uno scambio di battute divertente e volutamente eccessivo che ha in Mastandrea il vero mattatore.

Uno spettacolo incalzante che non lasci scampo ma che purtroppo cede un po’ nel finale, quando una sorta di morale sembra affacciarsi rimanendo però troppo nascosta per essere apprezzata del tutto.

 

Voto: 7

Positivo: l’interpretazione dei due attori in scena

Negativo: il finale debole

 

Marco Ragni

3 febbraio 2014