Lo spettacolo diretto da Saverio Marconi rievoca in pieno il film

“Rain Man” è un titolo che non ha bisogno di presentazioni. A celebrarne la fama bastano i quattro oscar (miglior film, miglior regia, miglior attore protagonista e migliore sceneggiatura originale) assegnati a una pellicola che è ormai diventata un grande classico del cinema.

Ritrovare la storia a teatro evoca immediatamente grandi aspettative, specialmente nei confronti dell’attore che eredita il ruolo Raymond, indissolubilmente legato alla straordinaria interpretazione di Dustin Hoffman.

Prima che il sipario si apra ci si trova anche a interrogarsi su come verranno rese sul palco delle scene spiccatamente cinematografiche.

Con l’inizio dello spettacolo ogni dubbio però si dissipa. Complice una scenografia versatile fatta di schermi, su cui si proiettano gli sfondi, e su mobili che compaiono e scompaiono dai boccascena, non siamo più nel presente, al Teatro Comunale di Casalpusterlengo, ma in giro per le strade degli USA, nel 1988.

Abbracciando l’ottimo adattamento di Dan Gordon, il regista Saverio Marconi evoca in modo impeccabile le atmosfere del film, imprimendo allo spettacolo un buon ritmo che regge dall’inizio alla fine.

I due protagonisti sono Luca Bastianello e Luca Lazzaretti, rispettivamente calati nelle parti che furono di Tom Cruise e Dustin Hoffman. L’immedesimazione con gli alter ego cinematografici è ben evidente con un Charlie Babbit irascibile e sboccato alle prese con il fragile e geniale Raymond, quel fratello autistico comparso dal nulla.

A onor del vero sembra che Bastianello calchi un po’ la mano in certe esplosioni di ira e disperazione ma nel complesso rimane piuttosto fedele al personaggio originale. Nulla da eccepire per quanto riguarda l’interpretazione di Lazzaretti, che per l’occasione “clona” Hoffman fino a rendersi quasi irriconoscibile.

Tra gli altri interpreti, tutti all’altezza delle rispettive parti, merita una menzione Beppe Chierici che incarna con grande naturalezza un Dr. Bruener autorevole e rassegnato, compassionevole ma saldo nelle sue posizioni.

Chi ha amato il film non potrà che apprezzare questo spettacolo.

 

Marco Ragni

13 febbraio 2013

 

Voto: 7

Positivo: l’ottimo uso dell’impianto scenografico e la grande interpretazione di Lazzaretti

Negativo: qualche forzatura nella recitazione degli altri attori (Chierici escluso)

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