Calendar Girls_© Giovanni De Sandre_1640

Nell’ormai lontano 2003 il film Calendar Girls di Nigel Cole portò all’attenzione del mondo una curiosa vicenda realmente accaduta in Inghilterra. Nello Yorkshire, alcune donne non più giovanissime avevano prodotto un calendario con le loro fotografie di nudo per raccogliere fondi a sostegno di una buona causa.

Una storia così risulta perfetta anche per il teatro e infatti la regista Cristina Pezzoli ne ha recentemente diretto un fedele adattamento che vede in scena Angela Finocchiaro come prima donna di un cast quasi tutto al femminile. L’attrice milanese è la sfrontata ape regina di una compagnia di donna provinciali, una simpatica e irriverente leader dal cuore tenero che trascina le amiche in un’avventura sopra le righe alla (ri)scoperta di una sensualità ironica e intelligente che non sfiorisce con gli anni.

Spettacolo divertente, Calendar girls riprende lo humor leggero della pellicola, una comicità che la traduzione adattata di Stefania Bertola rende un po’ più enfatizzata. Tra un sorriso e l’altro non si rinuncia a raccontare alcuni momenti toccanti come il rapporto tra Annie (interpretata da Laura Curino) e il marito John (Titino Carrara), gravemente malato di leucemia.

Le scene si alternano tra le sale chiuse e vagamente claustrofobiche della parrocchia e gli esterni in sulla collina, che variano a seconda delle stagioni per meglio scandire lo scorrere del tempo.
La nota dolente si annida nella lunghezza eccessiva dello spettacolo, che supera le due ore (contro la durata di un’ora e 48 minuti del film) e che diluisce fin troppo l’energia delle scene, rendendo alcuni momenti piuttosto noiosi. Un vero peccato.

Marco Ragni