Dalla gara dello sputo dei semi a quella della panciata nel fango, i giochi più pazzi degli USA

Photo by Jamie Rothwell (jsrothwell on Flikr) Creative Commons

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East Dublin è una piccola cittadina della Georgia, principalmente nota per essere teatro di una competizione molto speciale: i cosiddetti Redneck Games.

Per capire bene in cosa consistono queste strane olimpiadi bisogna fare un passo indietro e scoprire cosa vuol dire “redneck”.

Letteralmente il termine si traduce con “collo rosso” ed è un epiteto dispregiativo che negli USA viene usato per definire gli abitanti della classe medio-bassa degli stati meridionali. Il pittoresco appellativo si rifà al colore della nuca dovuto alla lunga esposizione al sole durante il lavoro nei campi.

Alla categoria viene attribuita una lunga serie di luoghi comuni tutt’altro che piacevoli e chiunque abbia un po’ di dimestichezza con la cultura popolare d’oltreocenano sa bene che la figura del redneck ricorre con una certa frequenza in TV. Basti pensare a Cletus e Brandine Spuckler dei Simpson.

A questo punto avrete già fatto uno più uno, giungedo alla giusta conclusione: a East Dublin si tiene un’evento “sportivo” che ospita sfide pensate su misura per i “redneck”. Queste discipline vanno dalla miglior panciata nella pozza di fango alla gara di sputo di semi, passando per preziosismi come la miglior serenata eseguita con la pernacchia ascellare.

Colpiti? Ne sono certo. Prima di cedere all’ilarità più smodata vale però la pena di conosce il motivo che ha dato il via alla realizzazione di questo evento, un impulso che va al di là del semplice folklore. Tutto è partito infatti da un’offesa ricevuta ai tempi di “Atlanta ’96”, quando alcuni giornalisti sostennero che quell’anno le olimpiadi erano stata affidata a un gruppo di redneck. Come risposta alla provocazione gli abitanti della cittadina organizzarono una contro-olimpiade piena di ironia. capace di attirare a ogni edizione una folla incredibile di curiosi. Del resto basta un’occhiata al filmato qui sotto per capire che questa gente, quando scherza, fa davvero sul serio!

Marco Ragni

29 maggio 2013