Una selezione di opere ripercorre la vita dell’artista

Pierre-Auguste Renoir
La cueillette des fleurs (La raccolta di fiori), 1875
olio su tela, 54,3×65,2 cm
National Gallery of Art, Washington
Ailsa Mellon Bruce Collection

 Visitando la mostra “Renoir – La vie en peiture” (alle Scuderie del Castello Visconteo di Pavia fino al prossimo 16 dicembre) vale la pena dedicare un po’ di tempo alla visione del documentario biografico che si trova all’ingresso. Comodamente seduti sul divanetto giallo posto di fronte agli schermi si può così cogliere qualche cenno della vita del pittore francese, scoprendo che la sua dedizione all’arte fu così assoluta da accompagnarlo fino al limitare estremo dell’esistenza. Nell’ultimo periodo di vita Renoir dipingeva infatti con il pennello legato alla mano deformata dall’artite, un male che lo aveva già privato da anni dell’uso delle gambe.

“Ogni tanto, bisogna tentare cose superiori alle proprie forze”, aveva scritto una volta lo stesso pittore ad un amico. Ad osservare i suoi quadri c’è da credere che lo abbia fatto, perché anche in quella fase della produzione che coincide con il declino fisico il tratto del suo pennello resta delicato e dolce, capace di catturare la poesia del reale e di adagiarla su tela. In fondo “ci sono troppe cose spiacevoli nella vita e non è il caso di crearne anche delle altre”.

La selezione di dipinti, pastelli e disegni ospitata nei locali delle Scuderie è solo una piccola parte della sconfinata produzione di Renoir, che in più di mezzo secolo realizzò oltre cinquemila quadri.

Le opere esposte non sono forse tra le più famose ma consentono di ripercorrere la vita dell’artista e di apprezzarne, almeno in parte, le evoluzioni. Una breve passeggiata a fianco della bellezza.

Maia Fiorelli

11 ottobre 2012

Voto: 6,5

Positivo: Renoir ha il suo appeal

Negativo: il costo del biglietto (10 euro) può apparire eccessivo per una mostra di dimensioni ridotte