Una realtà argentina senza mezze misure

Buenos Aires è una città enorme, piena di gente e di traffico. Si muove velocemente in modo spesso caotico e rumoroso.

Il suo motore è senz’altro quello dei “colectivos”, la fittissima rete di bus che serve la vastissima area, garantendo alla gente di arrivare ovunque coi mezzi pubblici, spendendo pochissimo per gli standard europei.
Una delle stazioni di bus più importante è senz’altro Retiro, da cui partono anche diverse linee di treni e i pullman per i viaggi fuori città.
Di fronte alle stazioni di treni e bus c’è una piazza con una torre dell’orologio che ha un tocco innegabilmente londinese. Ma a Buenos Aires, dove la gente ha le Falkland – anzi le Malvinas – nel cuore, è meglio non far notare certe cose…

Poco distante, infatti, sorge un monumento ai caduti della guerra per le suddette isole, dove due soldati poco convinti fanno la guardia alle lastre di marmo con la lunga lista di nomi. Ancora oltre, ma non lontano, ha inizio la “calle Florida” che una volta era il centro dello shopping coi suoi negozi chic. Ora la strada pedonale è letteralmente invasa dai venditori ambulanti che offrono prevalentemente cineserie.
Ma torniamo al piccolo spazio verde cittadino di Retiro dove c’è chi fa sport, chi riposa all’ombra di tipuane e jacarandà e chi, come noi, va a zonzo alla scoperta di un barrio nuovo.

Malvinas a parte, Retiro ha un lato B piuttosto pesante che non si nasconde agli occhi dei turisti.

Questa faccia oscura si chiama Villa 31.
La Villa 31 è un ammasso gigantesco di case abusive fatte con materiali di fortuna, senza luce, ne gas, ne fogna. Si trova tra la stazione dei bus e dei treni come un cuneo scomodo di gente in miseria che non ha nulla da perdere e che vive di stenti nell’immensa baraccopoli.

Il marciapiede di fronte alla stazione è tappezzato da venditori ambulanti che non risparmiano i bambini, anche di tenera età. Non stupisce che la povertà renda questa zona tra le più pericolose della città di Buenos Aires.

Il tanfo di sporcizia che arriva dalla Villa 31 urla in faccia alle migliaia di pendolari che l’Argentina soffre di una malattia ai visceri che si chiama miseria, il cui odore non può essere nascosto nemmeno da quello del traffico.
Con un occhio al portafoglio facciamo un giro al mercato coperto di fronte alla stazione degli autobus dove regna il tarocco a prezzi stracciati. Appena fuori ci avviciniamo alla fermata del colectivo per continuare il nostro viaggio. Fa caldo, qui è novembre ma le stagioni capovolte fanno questo effetto.

Di fronte, la piazza con la copia della torre inglese continua nel suo cieco viavai di gente, mentre dei senzatetto dormono sui cartoni ed i loro bambini giocano a strappare i grossi fiori di un’aiuola.

Maia Fiorelli

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Voto: 7
Positivo: è un posto che urla realtà, ben lontano dalle colorate trovate turistiche che Buenos Aires propina agli stranieri. Inoltre fa riflettere sul vergognoso tema delle Malvinas.
Negativo: Dopo il tramonto questo posto può diventare molto pericoloso e, purtroppo, se dovete prendere un autobus per fare un viaggio fuori da Buenos Aires, è facile che dobbiate viaggiare di notte.

13 giugno 2012

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