Un dramma di ieri con gli occhi di oggi

Per gli amanti della musica d’autore, Risveglio di Primavera fa pensare alla canzone di Franco Battiato. Invece, se il titolo salta fuori in ambito teatrale, la paternità dell’opera è di un altro Frank, per la precisione del tedesco Wedekind. È una curiosità che potete rivendervi al bar con gli amici ma, tolta la coincidenza, non c’è nessun legame tra i due lavori. Questo fatto ci impone di mettere da parte il sempre piacevole Battiato per concentrarci unicamente sul drammaturgo teutonico, ispiratore del Risveglio di Primavera andato in scena al Teatro Fraschini di Pavia il 10 e l’11 gennaio.
Un occasione prestigiosa per i diplomati della scuola di teatro, chiamati a cimentarsi in una produzione interna – inserita tra gli spettacoli di cartellone – che abbraccia un testo tutt’altro che semplice.
Sebbene infatti il temi della scoperta adolescenziale e della crescita siano sempre attuali, bisogna ammettere che tra la società tedesca del 19° secolo e quella italiana del 21° ci siano differenze di tutto rispetto. Così non è facile rappresentare con piglio attuale un risveglio sul mondo di ieri.
Sarà anche vero che le nuove generazioni di allora furono schiacciate, come spesso avviene oggi, dal mondo degli adulti, ma è altrettanto evidente che ciò avvenne con intensità e metodi completamente diversi.
Per recuperare il divario cronologico, spazio dunque ad una lettura registica più moderna, con il felice supporto di filmati a potenziare le performance attoriali. Una scelta azzeccata perché l’interpretazione globale, pur essendo degna di nota, non può dirsi di livello professionistico, e quindi accusa la tortuosità di certi dialoghi.
Ne risulta dunque uno spettacolo che può dirsi riuscito ma che non soddisfa pienamente, mostrandosi a tratti troppo lento e meno coinvolgente del previsto.

Voto: 6
Positivo: Alcune scelte registiche risultano molto suggestive
Negativo: Un testo complesso, non facile da rendere

Marco Ragni

12 Gennaio 2012