Grimaud

Tra diario e fantasia, Ritorno a Salem, edito da Bollati Boringhieri, è un romanzo in parte autobiografico.
L’autrice, protagonista e pianista di talento,
Hélène Grimaud, passeggiando per Amburgo, si ferma a curiosare in un negozio di cianfrusaglie antiche dove nota una chiave, uno specchio appartenuto a Lewis Carroll, e un grosso manoscritto dal quale spuntano degli spartiti musicali. Acquista tutto a poco prezzo e qualche giorno dopo, sfogliando il manoscritto, si rende conto innanzitutto della firma di Karl Würth, pseudonimo di Brahms, e della presenza, inoltre, di alcuni fogli di dialoghi, di disegni, di due fotografie ed alcune incisioni di Max Klinger, collegate strettamente al concerto che lei sta provando. La donna legge impressionata di un viaggio ai limite del reale, fatto dal musicista attraverso le sue amate foreste sulle rive del Baltico, fino a Rügen, isola nordica dominata da un silenzio irreale e, pur capace di incutere terrore, colma di fascino. In questo paese remoto e incantato, abitato da creature atipiche, fra cui cigni parlanti, e dominato dalla neve e dalla leggenda di Beowulf , avveniva, nel rispetto delle relative nature, un fondamentale incontro tra un uomo e un lupo. Hélène si convince che la scoperta di quel lato nascosto della personalità di Brahms non è una semplice coincidenza, ma un marcato ed intenso suggerimento. Innumerevoli sono le similitudini tra i particolari del racconto e il percorso di ricerca di Hélène sul destino ecologico del mondo che l’ha condotta a creare un rifugio per lupi negli Stati Uniti. Toccata dal carattere “fatale” di tutte quelle coincidenze, Hélène decide di lasciare la Svizzera e di proseguire il proprio cammino di lotta contro le varie forme di schiavitù legate al denaro, alla proprietà e al potere, per ritornare infine dai suoi lupi, nella città di Salem, collegata, come Rügen, alla storia della stregoneria (nel XVII secolo i puritani massacrarono le cosiddette streghe di allora, povere donne ritenute ‘socialmente scomode’ o ‘diverse’, che in gran parte, invece, conoscevano ed usavano la natura come strumento di guarigione).

Effettivamente Hélène Grimaud, con già alle spalle una fenomenale carriera concertistica, è diventata etologa e membro di Musicians for Human Rights, una rete mondiale di musicisti e persone che lavorano in ambito musicale per promuovere una cultura di diritti umani e favorire il cambiamento sociale. Attenta osservatrice e amante della vita dei lupi, ha fondato nel 1999 il Wolf Conservation Centre, un centro all’avanguardia dedicato alla tutela ed alla protezione di questi animali. In queste pagine la scrittrice costruisce un racconto suggestivo, articolato fra musica, antropologia e natura, pieno di incognite e svolte, dove la terra intera sembra essere attraversata da una fitta rete di connessioni, appartate ma vibranti, che avvicinano anche le realtà in apparenza più lontane, sovrastando perfino lo spazio ed il tempo.

Mila Baiguera
5 novembre 2014