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Il giornalista Niccolò Mello, redattore sportivo de Il Biellese, ha recentemente dato alle stampe un saggio molto interessante. Salvate il soldato pallone non dovrebbe mancare sugli scaffali degli amanti del calcio e, in generale, nelle librerie degli appassionati di microstoria.

Scrivendolo, l’autore ha scelto il drammatico teatro della Seconda Guerra Mondiale, esaminandolo da un punto di vista inedito: quello di alcuni calciatori che vissero quei giorni tragici.

Un viaggio nel tempo lungo undici capitoli, distribuiti su 160 pagine, che raccolgono la memoria di altrettante coppie di sportivi: amici, compagni di squadra, rivali o perfino nemici.

Ci sono nomi noti come le leggende del calcio inglese Wilf Mannion e Tom Finney, ma anche atleti quasi dimenticati come Bruno Neri e Vittorio Staccione, che persero entrambi la vita durante il conflitto.

La principale virtù del libro è nella quantità di dati raccolti da Mello, che non si è limitato ad accennare, magari romanzandole, ad alcune storie di sicuro interesse, ma ha svolto un ineccepibile lavoro che gli ha permesso di ricostruire, con piglio cronistico, il mondo semi sommerso del calcio d’epoca.

Pagina dopo pagina si scoprono così aneddoti poco noti, come quelli riguardanti Fritz Walter e Toni Turek, due degli eroi del Miracolo di Berna, che prima di mettere le mani sul titolo iridato rischiarono di morire sui campi di battaglia.

Dulcis in fundo, alla fine di ogni capitolo, si trovano foto e documenti d’epoca che danno ulteriore spessore al saggio.

Marco Ragni