Dove i fenicotteri ci danno il benvenuto

EnglishFrenchGermanItalianPortugueseRussianSpanish

Foto: gaspart (Wikipedia) Creative Commons (Attribuzione 2.0 Generico)

Foto: gaspart (Wikipedia) Creative Commons (Attribuzione 2.0 Generico)

Un cuore e due anime, questo è il paese di San Teodoro, poggiato sui robusti graniti galluresi e protratto verso i candidi calcari della Baronia. La nuova organizzazione territoriale della Sardegna, che la vede divisa in ben otto province, ha restituito San Teodoro alla nascente provincia della Gallura, separandola dalla troppo distaccata Nuoro. Questo almeno a livello amministrativo, dato che durante l’estate il centro pullula di persone che provengono dal capoluogo e dal resto della provincia di Nuoro.

Arrivando da Olbia, che dista circa 28 Km, San Teodoro è preannunciato dal suo fantastico stagno, abitato da un gran numero di fenicotteri. Svoltando subito a sinistra e passando sul ponte che attraversa un piccolo rio, si arriva in breve al centro del paese, sviluppatosi intorno alla parrocchiale di San Teodoro, affacciata sulla piazza Gallura.

Ai bordi del centro abitato si trova la spiaggia di Cala D’Ambra, un arenile facilmente raggiungibile dal viale omonimo. Attraverso la via del Tirreno si raggiunge il limite sud della spiaggia La Cinta. Al limite sud della spiaggia, in località Niuloni, è stato aperto il Museo della Civiltà del Mare, all’interno del quale è stato allestito un interessante acquario, formato da ben otto vasche.

A sud del paese, nella strada per le antiche frazioni di Ottiolu e Agrustos, si trova la spiaggia Isuledda. L’ingresso è ben segnalato, dopodiché bisogna percorrere un paio di chilometri di strada non asfaltata fino ad arrivare nei pressi di un recente agglomerato. A questo punto si snodano nella vegetazione diversi sentieri da percorrere a piedi. E’ una spiaggia d’incomparabile bellezza, inserita all’interno di una piccola insenatura con acque limpide e poco profonde. A sud ovest del paese s’innalza il Monte Nieddu, raggiungibile tramite lo svincolo a destra sulla ss. 125 che porta a Terra Padedda, passando sotto la superstrada Nuoro – Olbia. L’intensa circolazione dell’acqua sulle rocce granitiche del rilievo ha creato infinite sculture, che si ergono dalla vegetazione nelle loro forme bizzarre, per concedere uno spettacolo veramente unico.

 

Fonte: Sardegna Eventi 24 – Creative Commons – Attribuzione 3.0 Unported  CC BY 3.0

11 novembre 2013