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Spettacolo visto al Teatro Fraschini di Pavia martedì 3 maggio 2016

Con lo spettacolo Scende giù per Toledo, Antonio Cirillo si fa regista e interprete della versione teatrale dell’omonimo romanzo.

Dall’uscita del libro “scandalo” scritto da Giuseppe Patroni Griffi sono passati più di 40 anni – per la precisione 41, visto che stiamo parlando del 1975 – ma l’apertura mentale della nostra società non ha fatto passi da gigante nei confronti di argomenti come quello dell’identità sessuale.

Rinfrescare la memoria è quindi importante e, per farlo, Cirillo si è trasformato in Rosalinda Sprint, protagonista del romanzo, indossando tacchi a spillo, un corpetto di paillettes e una vertiginosa minigonna. Incastonatosi poi in una scena unica, costituita da una stanza con un letto ovale nel centro e un paravento rosso sullo sfondo, ha dato il via al racconto sofferto di una vita fuori dagli schemi che, nata nei quartieri poveri di Napoli, ha dovuto presto fare i conti con le violenze e con i più brutali pregiudizi inflitti nel nome della cosiddetta normalità.

Lo spettacolo traduce le speranze, i desideri e gli amori di Rosalinda facendo uso di una lingua forte, che spesso non lesina descrizioni pornografiche e perfino scatologiche. Nel testo non si cela nulla di una realtà feroce, mercenaria e spesso ipocrita dove il Maschio Alfa può prendersi il piacere alle spese di un “femminiello”, salvo poi disprezzarlo un istante dopo.

Non c’è riscatto ne lieto fine nella vita estrema del personaggio di Cirillo, ma la violenza eccessiva del linguaggio offusca l’enorme importanza dei sentimenti, forze tutt’altro che in secondo piano in una lotta esistenziale come quella che si trova ad attraversare Rosalinda Sprint.

E senza la poetica dei sentimenti resta solo il pungo nello stomaco, di quelli che lasciano piegati in due , nell’impossibilità di restare indifferenti. Nel bene e nel male.

Marco Ragni