Rafting 4810

In Valle d’Aosta la Dora non è una comparsa. Nasce dall’imponenza del Monte Bianco e corre per la regione con impeto e vitalità. Scroscia energica, simile a cavallo selvaggio, e per la gente di pianura sembra impossibile poterla cavalcare. Invece si può e il rafting è il modo migliore per scivolare sulle sue onde, godendosi l’emozione in tutta sicurezza.

Noi ci siamo buttati in questa esperienza alla fine di maggio, grazie al gruppo Rafting 4810, che da primavera a fine ottobre conduce sulla Dora persone di ogni età. Perché un’avventura così dovrebbero provarla tutti, almeno una volta nella vita. Dopo averlo fatto si può osservare il fiume con occhi diversi. Forse più rispettosi. Certamente più aperti alle sensazioni che ci offre.

L’avventura lungo il fiume

La nostra avventura inizia su un prato di Runaz, frazione di Avise, dove si trova il Bar Chalet, che dal 2016 fa da base a questa associazione attiva dagli anni ‘80. Come da programma ci viene fornito tutto l’equipaggiamento – muta, casco e giubbetto di salvataggio – e procediamo ad una rapida vestizione prima di ascoltare la lezione introduttiva di Lorenzo Lepori, giovane cavaliere delle onde che ci erudisce riguardo il comportamento da tenere e ci espone le misure di sicurezza di base. Il fiume ha le sue regole e tutti devono rispettarle.

Lorenzo Lepori

Dalla teoria si passa dunque alla pratica e, in men che non si dica, ci ritroviamo su un pullmino diretto al punto di partenza. Con noi ci sono alcune ragazze che festeggiano, in modo originale, un addio al nubilato. L’atmosfera è festosa e informale e l’imponente Davide “Davidone” Cimino, uno dalla personalità esplosiva e goliardica come pochi, assume il ruolo di guida del nostro gommone (sull’altro salirà Lorenzo) per accompagnarci in un viaggio di 15 chilometri sul cosiddetto Colorado d’Europa.

Gigi Portalupi

Prima però dobbiamo fare uno sforzo comune per scaricare il nostro mezzo e calarlo in acqua. Sembra pesante ma, grazie al lavoro di squadra, non lo è poi tanto. In men che non si dica siamo parte dello scorrere del fiume. Mentre l’irreprensibile Gigi Portalupi ci precede in Kayak, assicurandosi che il percorso previsto non riservi sorprese, Davidone comincia a incalzarci e a scherzare con noi, spronandoci a rispettare le istruzioni che ci consentiranno di apprezzare l’esperienza fino in fondo. Come previsto – e ampiamente ribadito – la discesa può ricordare l’attrazione di un parco divertimenti, ma non bisogna credere che lo sia davvero. Qui si va di muscoli, coordinazione e gioco di squadra e, benché sia decisamente più faticoso, le sensazioni che si mischiano agli spruzzi d’acqua sono un piacere che ripaga ogni sforzo. L’esperienza dura, complessivamente, una paio d’ore, che scivolano via come il gommone sull’acqua, perché tempo per annoiarsi proprio non ce n’è. Le nostre guide ci spingono a prendere una confidenza sempre maggiore col fiume, chiedendoci di provare ad immergerci per affrontare a corpo libero la Dora e illustrandoci le misure di sicurezza che consentono di trarsi in salvo se si finisce travolti dalla corrente. Quando attracchiamo e aiutiamo a tirare in secca il gommone, i muscoli sono indolenziti ma l’animo è leggero: ci siamo divertiti come bambini.

Non solo rafting

Come avrete capito l’associazione Rafting 4810 è il punto d’approdo perfetto se desiderate cimentarvi in una discesa lungo la Dora. Oltre all’esperienza che vi abbiamo descritto, il gruppo offre altre attività fluviali e non solo: hydrospeed, canyoning, downhill, trekking, parapendio biposto e parco avventura. Le recente collaborazione con il Bar Chalet ha potenziato l’offerta perché il locale è fornito di una zona per pic-nic e grigliate, mette a disposizione un mega schermo per le partite, è provvisto di un campo per il calcetto e il tennis e permette di ristorarsi mangiando una bella pizza o assaggiando le specialità tipiche della regione. E dopo aver affrontato il fiume una mangiata non guasta…chiedetelo a Davidone!

Marco Ragni