La copertina del romanzo

Un ragazzo affetto da un male incurabile studia un piano per sequestrare la sua ex; un’adolescente allergica alla luce del sole scopre un segreto in grado di cambiare l’esistenza; una casalinga insoddisfatta si ritrova incidentalmente lontana dalla sua opprimente quotidianità; due giovani alternativi vedono il loro anticonformismo sfociare in qualcosa di totalmente inaspettato; una star dei social network prepara un party davvero indimenticabile.

lo scrittore Luca Franzoni

Quelle raccontate da Luca Franzoni nel romanzo Solstizio sono storie di ordinaria follia – tutte ambientate il 21 giugno, come suggerisce il titolo – che partono da lontano, per convergere in un finale deflagrante.

Mostri dei nostri tempi, figli di una metropoli senza nome, i personaggi sfoggiano personalità uniche, a volte sfrenate, sempre impregnate di un retrogusto amaro che è il tocco in più all’atmosfera tragicomica aleggiante tra le pagine.

Lo stile di Franzoni, già conosciuto e apprezzato nei suoi precedenti romanzi (Il cane ricorda e Gli angeli alla fine del mondo), è sempre impeccabile. Con prosa secca e ironica, l’autore inietta nella trama una linfa narrativa fluida, che olia bene il meccanismo e spinge il lettore a arrivare a pagina 182 senza quasi chiudere il libro.

Solstizio è, a conti fatti, una reunion di creature grottesche, tanto improbabili quanto follemente plausibili nella loro tridimensionalità, che è tangibile come una bistecca al sangue e che può arrivare allo stomaco con altrettanta energia.

Immergendosi nella trama si sorride e si soffre, deliziosamente persi in un riflesso distorto del mondo reale. Non badate alle vertigini e tuffatevi a capofitto, non ve ne pentirete.

Marco Ragni