Thule_carta_marina_Olaus_Magnus

Storia delle terre e dei luoghi leggendari di Umberto Eco (Bompiani) è uno di quei libri che seducono fin dal primo sguardo. È un saggio corposo (quasi 500 pagine), splendidamente illustrato con figure, stampe e riproduzioni di dipinti che contribuiscono a creare nel lettore una profonda suggestione.

Storia delle terre e dei luoghi leggendariNella prefazione l’autore chiarisce subito che non si tratta di un viaggio nei luoghi romanzeschi e “inventati”, bensì di un esplorazione ideale di quelle terre che in passato hanno creato veri e propri miti, perché credute vere ed entrate tenacemente a far parte dell’immaginario collettivo.

Gli esseri umani non hanno mai rinunciato a fantasticare su luoghi meravigliosi come l’ultima Thule e Iperborea, Atlantide, Mu e Lemuria e poi Alamut, Eldorado, fino alle più recenti leggende nate attorno a Rennes-le-Château.

Eco, facendo sfoggio della enciclopedica cultura che tutti ben conosciamo, ricostruisce minuziosamente storie dove credenze popolari e fatti reali si mischiano. Mettendo in campo metodo e precisione, l’autore passa al setaccio le leggende, disperdendo i falsi miti con perizia accademica.

Il volume, nel complesso, è uno scrigno di meraviglie pronto a colmare tanto gli appetiti della conoscenza quanto quelli dell’estetica. A fianco della accurate indagini di Eco si trovano infatti bellissime illustrazioni che spiccano sulla carta patinata e che rendono il viaggio letterario un’esperienza completa per mente e occhi.

La suddivisione in capitoli va ad abbracciare leggende affini o appartenenti allo stesso ceppo e rende la lettura agevole anche per chi sceglie di affrontare il saggio senza rispettare l’ordine dei prestabilito.

Un libro denso, non di quelli che si leggono tutto d’un fiato ma del genere che si assapora poco alla volta, come si fa con certi vini particolarmente preziosi. Un testo assolutamente imperdibile per chi vuole viaggiare con la mente senza lasciare le mura di casa.

 

Voto: 7,5

Positivo: volume bellissimo, profondamente curato sia nell’estetica che nei contenuti

Negativo: non è adatto a chi cerca una lettura leggera

 

Marco Ragni

5 settembre 2014