Bella realtà all’interno del territorio della Lomellina, il Teatro Besostri di Mede fornisce una valida alternativa ai ben più conosciuti Cagnoni di Vigevano o Fraschini di Pavia. L’atmosfera da subito è molto calda e accogliente: si capisce bene che buona parte degli spettatori fruisca dell’abbonamento annuale e quindi si conosca. Un rapido sguardo e la platea si riempie, seguita da una parte della galleria.

Questa volta si tratta di “Terapia… Terapia”, una commedia brillante da un soggetto di Roberto Nobile con i volti noti della fiction TV “Distretto di Polizia”: Gianni Ferreri, Daniela Morozzi e Roberto Nobile appunto. C’è curiosità nell’attesa di verificare la credibilità dell’ennesimo passaggio di volti noti televisivi alla sfera teatrale, dove alcun dettaglio può essere celato alla luce dei riflettori.
Giù le luci. Entrano in scena i protagonisti. La coppia di coniugi Ninì Serpiello (Gianni Ferreri) e Lucia Montello (Daniela Morozzi), in crisi dopo un matrimonio venticinquennale, si reca dallo psicologo Mauro Angeli (Roberto Nobile), stimato terapista di coppia, il quale si ritrova, loro malgrado, ad affrontare la peggiore crisi di tutte: quella del proprio matrimonio. I dialoghi sono serrati, gli interpreti non se le risparmiano. Ma tra le risate e le battute al limite del surreale, ci si accorge pian piano che un po’ tutti noi potremmo esserci trovati in alcune delle situazioni presentate. Nella coppia rodata, uno degli interpreti tende spesso a porre il rapporto nei binari precisi e sicuri dell’abitudinarietà. Tutto scorre quieto e condiscendente (“… lui è quello che quando piove dice che splende il sole”), finché l’altro non si rende conto come la stessa sicurezza che ne accompagna da anni il cammino non sia altro che una luccicante e opprimente gabbia. Le nostre stesse carriere lavorative, inizialmente nucleo centrale sul quale costruire la propria famiglia ideale, possono diventare la tomba del nostro essere parte della stessa famiglia che hanno concorso a formare.
Gli attori bene se la intendono sul palco dopo due anni di messa in scena, ed anche qualche imprecisione viene offuscata dalla loro simpatia. Si intrecciano ricordi, sproloqui, psicologia commerciale, tenerezze. Alla fine dei 90 minuti ci resta il sorriso sulle labbra e qualche spunto di riflessione sull’odierno modo di vivere il matrimonio e le sue crisi.

Emanuel Grieco
12 febbraio 2013

Voto: 6.5
Positivo: ritmo serrato tiene alta l’attenzione del pubblico
Negativo: qualche sbavatura recitativa di troppo.

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