Spettacolo visto al Teatro Fraschini di Pavia sabato 26 gennaio 2019

Hester ha lasciato un giudice della corte suprema per Freddie Page, inconcludente ex-pilota d’aerei dedito all’alcol, ed ha rinunciato così ad una vita agiata per vivere in una casa in affitto. Le cose però non vanno bene e sono proprio i tormenti dell’amore a fare da spina dorsale alla pièce scritta dal commediografo Terence Rattigan, recentemente riproposta a teatro con la regia di Luca Zingaretti.

Il titolo The Deep Blue Sea allude al modo di dire anglosassone Between the devil and the deep blue sea, che indica la scelta tra due situazioni indesiderabili. Proprio in simili circostanze si trova la protagonista, interpretata da Luisa Ranieri, che è stretta tra ragione e sentimento, lacerata da ciò che prova per il compagno e contemporaneamente consapevole del limiti dell’uomo che ama, che nello spettacolo ha il volto di Giovanni Serratore.

Sul palco viene ricreato l’appartamento dove Hester vive con l’amante. All’apertura del sipario, la donna è riversa sul pavimento dopo aver tentato il suicidio a causa della sua situazione sentimentale. È evidente fin da subito che la regia di Zingaretti mira a non perdere tempo, cercando e trovando il giusto equilibrio tra ritmo degli eventi, mai troppo serrato, e intensità dei dialoghi, che riescono a rendere il senso di malinconia, rimpianto, passione bruciante e disperazione.

A conti fatti, lo spettacolo mette spietatamente ed efficacemente a nudo l’aspetto meno aulico dell’amore, quell’impasto inesprimibile di egoismo e irrazionalità che può mettere insieme due persone “sbagliate” e consumarle in nome del desiderio e del possesso.

Tutti i personaggi in gioco sono quindi sporchi di umanità, nessuno di loro può permettersi di indossare l’abito del principe azzurro o della donzella in pericolo perché la complessità dei sentimenti li porta oltre le definizioni di torto o ragione. D’altronde chi si può davvero dire cosa sia giusto o sbagliato, quando si parla di amore?

Marco Ragni