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Nobody Owens non è un ragazzo come tutti gli altri. Anche se all’apparenza non sembrerebbe diverso dai suoi coetanei, il giovane ha una famiglia e degli amici molto particolari: i fantasmi di un antico cimitero di periferia.

Si, perché Nobody – o Bod, come lo chiamano tutti – è stato allevato dagli spiriti di un camposanto che lo hanno protetto e accudito fin dalla notte in cui la sua famiglia è stata sterminata da un misterioso assassino.

Ci vuole tutta la fantasia gotica di Neil Gaiman per concepire una storia così, un po’ romanzo di formazione e un po’ fiaba nera, con quelle venature horror che spesso caratterizzano le sue opere.

Quando un libro come The Graveyard Book, già vincitore del Premio Hugo 2009, finisce sulla scrivania di un fumettista del calibro di P. Craig Russell, un adattamento all’altezza dell’originale è pressoché garantito. Pubblicato in Italia da Edizioni NPE, il romanzo illustrato si presenta in un’elegante veste cartonata costituita da circa 350 pagine patinate. Una qualità che ha il suo peso, sia a livello di resa che dal punto di vista fisico.

Avvalendosi della collaborazione di una squadra di validissimi disegnatori, Russell rende pienamente giustizia al gioiellino di Gaiman, ricostruendone alla perfezione le atmosfere e trasmettendole ai lettori attraverso una rinnovata forza espressiva.

Ogni pagina delinea con cura i dettagli di quel mondo fantastico che il buon Neil ha immaginato, rivoltando come un guanto i classici canoni della letteratura d’orrore e rendendo il cimitero un luogo sicuro e accogliente mentre i pericoli sono fuori, oltre i cancelli, nel mondo degli umani.

Una storia meravigliosa e toccante che lascia nel lettore uno strascico di dolcissima malinconia.

Marco Ragni