Il corpo umano oltre i confini dell’arte

 Qual’è, se ne esiste uno, il confine che separa arte e moralità? Si è dibattuto spesso su questo argomento e ancora oggi è materia di discussione. Credo che non sia facilmente definibile un limite entro il quale un’opera possa risultare o meno morale e, in un certo senso, è anche su questo cardine che si regge la mostra The Human Body Exhibition, in esposizione al Palaolimpico di Torino fino al prossimo 13 gennaio.

Ma procediamo con ordine. Dai lavori di Von Hagen il pubblico si è, per così dire, abituato a vedere corpi umani esposti per differenti motivi. Secondo alcuni è arte, secondo altri è un affronto alla pubblica morale. Esiste anche un terzo parere che considera queste esposizioni più correttamente legate al mondo della scienza.

Devo ammettere che è facile sollevare falsi moralismi e scagliarsi contro la strega di turno. Così come è anche vero, d’altra parte, che a fare successo sconvolgendo il pubblico non si inventa nulla di nuovo.

Il fulcro della questione, come precedentemente accennato, è allora comprendere il perché una tale esposizione è stata creata e, soprattutto ,con quale scopo. Secondo l’autore e gli organizzatori, lo scopo principale della mostra, che ha raccolto più di 20 milioni di visitatori in tutto il mondo, è prevalentemente didattico. La Fondazione Umberto Veronesi, partner nella promozione dell’evento, insiste su questo aspetto inserendola in un programma di educazione al vivere sano.

I soggetti principali a cui è rivolta questa mostra sono quindi i ragazzi che, vedendo tra le altre cose l’effetto del fumo sui polmoni umani, avranno un motivo in più per tenersi lontani dal tabacco e dai danni ad esso collegati.

Dopo averla visitata devo ammettere che alcune sezioni potrebbero risultare un po’ ostiche ai deboli di stomaco ma, fondamentalmente, si tratta di un’esposizione in un luogo chiuso, senza rischi di accesso casuale per chi non vuole vederla e, tra l’altro, con un certo costo d’ingresso. Le polemiche relative alla moralità dell’evento credo che siano quindi eccessive: se si desidera visitarla si sa bene a cosa si va incontro.

Un ultimo sguardo alle sezioni presenti è d’obbligo. La parte iniziale, con corpi i posizioni relativamente statiche, è interessante, notevole tra le altre cose l’installazione di uno scheletro e la massa muscolare della stessa persona che si tengono le mani. A seguire si incontrano sezioni dei diversi organi e corpi più dinamici. Sono mostrati anche alcuni organi colpiti da tumori e malattie. L’ultima parte è dedicata alla procreazione e allo sviluppo del feto ed è, forse, la parte più bella di tutta la mostra.

In definitiva credo che The Human Body Exhibition sia un’esperienza da provare a prescindere da giudizi e preconcetti che posso risultare bacchettoni.

 Roberto Cera

4 ottobre 2012

Voto: 9

Positivo: L’organizzazione degli spazi, la mostra in sé e le luci la rendono un’esperienza memorabile

Negativo: Il prezzo del biglietto è effettivamente alto (15 euro l’intero)