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La nota tragicommedia scritta da Harold Pinter, in un allestimento diretto da Michele Placido e interpretato, con innegabile bravura, da Ambra Angiolini (Emma), Francesco Biscione (Robert) e Francesco Scianna (Jerry), apre la nuova stagione di Altri Percorsi del Teatro Fraschini di Pavia.

Tocca ai tre attori dar vita all’intreccio a ritroso di una storia che inizia nel 1977 per riavvolgersi su se stessa, attraverso nove scene, fino al 1968, data d’inizio della relazione clandestina tra Jerry e Emma, moglie di Robert.

Su un palco “vestito” dalla scenografia di Luca Amodio, su quale dominano specchi/schermo che accolgono le proiezioni della realtà in scena, fungendo sia da fondale che da strumento simbolico di una chiarezza che risulta fin troppo eterea, il concetto di tradimento si sviluppa su tutti i suoi possibili livelli. In primo piano c’è ovviamente la relazione fedifraga tra il personaggio di Ambra Angiolini e quello di Scianna, ma non distante spiccano le infedeltà nel rapporto di amicizia tra Jerry e Robert e, infine, l’adulterio che lo stesso Robert porta avanti con discrezione nei confronti della moglie.

Nel giardino delle ambigue relazioni borghesi fioriscono gli spunti per raffinati confronti basati sulla dialettica. È infatti lo splendido meccanismo dei dialoghi, degnamente mosso dai tre interpreti, che costituisce la spina dorsale dello spettacolo, mettendo in luce l’usura dei sentimenti e la continua recita sociale di ruoli troppo fragili per rimanere in piedi.

Man mano che la trama regredisce nel tempo l’intensità della passione aumenta, sfociando in un inizio-fine capace di emozionare, grazie anche alla performance dei tre protagonisti e ai loro torbidi alter ego.

Marco Ragni