2 Agosto 2011

Avete mai sentito dire che il piacere non è tanto nell’arrivare quanto nel viaggiare?

È esattamente la filosofia alla base del Treno dei Sapori. Avendolo sperimentato possiamo darvene conferma: se siete tra coloro che amano godersi ogni momento di un itinerario, e avete una certa passione per la cultura enogastronomica, allora questa esperienza fa per voi.

Ma ora basta con le premesse e scendiamo nel dettaglio di quella che è stata la nostra avventura.

Il titolo del viaggio era “Arte del Formaggio e del Vino” e prevedeva partenza da Iseo per toccare Pisogne, Capo di Ponte e Borgonato.

La partenza dalla stazione era prevista per le 9.30, con una cortese soglia di tolleranza per i ritardatari. Non troppa però, la puntualità è stata una delle caratteristiche della giornata.

Nel tratto di collegamento con Pisogne, tappa iniziale del nostro percorso, c’è stato il tempo per un primo giro di degustazioni a base di salumi, formaggi e crostini, accompagnati da un graditissimo calice di vino. Quello che ci voleva prima di iniziare il tour dei luoghi del Romanino senza che lo stomaco cominciasse a brontolare.

La nostra impeccabile guida ci ha scortati fino alla Chiesa di Santa Maria della Neve, nota come “Cappella Sistina dei Poveri”. L’epiteto non vuole essere offensivo, tutt’altro. Si riferisce alla massiccia presenza di dipinti in stile anticlassico che rendono l’edificio una sorta di versione minore del celeberrimo patrimonio vaticano.

A seguire quattro passi nel centro storico e un tratto di lungolago – dominato da girandole enormi – prima di tornare sul treno e partire alla volta di Capo di Monte. Il tempo in carrozza è trascorso piacevolmente con la seconda e più corposa parte della degustazione e con le puntuali spiegazioni delle guide.

Arrivati a destinazione siamo scesi al caseificio CISSVA che vanta tra le specialità il formaggio chiamato Rosa Camuna. Nella successiva visita allo stabilimento ci sono state illustrate alcune fasi della lavorazione di questa ghiotta tipicità.

Dopo una tappa allo spaccio per acquisti e degustazioni ci è toccato scarpinare un po’ per raggiungere i suggestivi luoghi che ospitano le incisioni rupestri della Val Camonica. Impressiona non poco vedere figure che hanno resistito egregiamente allo scorrere del tempo, induce a riflessioni di una certa profondità.

Potrei tediarvi con le filosofie ma sono convinto che preferiate arrivare all’ultima fase del nostro viaggio. L’epilogo ci ha spostati dalle vette montane ai lussuosi cunicoli che ospitano i vini della cantina Berlucchi, a Borgonato.

Un viaggio quasi da Divina Commedia che ha avuto come Virgilio d’eccezione un sommellier tanto preparato quanto didascalico. Così abbiamo fatto nostre le interessanti curiosità sul nettare caro a Bacco, il tutto sentendoci estremamente coinvolti nel clima da gita scolastica con tanto di “Non toccate nulla” e “Se dovete fare pipì ditelo ora”…o tacete per sempre!

Che dire delle cantine Berlucchi? Degne della miglior grandeur francese e meritevoli di attenzione. E del Treno dei Sapori? Abbiamo raccontato il raccontabile, se volete di più vi converrà provarlo.

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Voto: 7

Positivo: L’assoluta originalità dell’iniziativa, la simpatia di tutto lo staff

Negativo: Tirata di orecchie a chi confonde Eno con Ego!

 

Marco Ragni

 

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