Una posizione scomoda

Tutto si può dire di Una posizione scomoda (Fazi Editore) tranne sostenere che non abbia una trama originale.

Il protagonista è Fabio, enfant prodige del cinema italiano che non ha saputo farsi largo nel mondo dei film d’autore. L’ex giovane talento si è così riciclato, in incognito, come sceneggiatore di film porno e ha abbandonato i sogni di gloria (e un copione che da anni prende polvere in un cassetto) per sfornare, a ritmi industriali, adattamenti a luci rosse di opere letterarie. Un bel giorno però uno dei suoi “capolavori” finisce tra le nomination del Festival del Porno di Cannes…

Francesco Muzzopappa, l’autore del romanzo, è un copywriter professionista che vanta una certa esperienza anche in campo di scrittura umoristica e quindi non stupisce che il libro abbia una prosa scorrevole e decisamente vivace.

È un’opera prima che si regge sui doppi sensi e che dietro i sorrisi sembra cercare qualcosa di più, un po’ perché tratta di quell’arte di inventarsi che è talento necessario per le giovani generazioni, un po’ perché spinge ad inseguire i sogni anche quando questi sembrano sfuggiti o pesantemente deteriorati.

Quali che siano le interpretazioni che il lettore vuol dare a quello che rimane prevalentemente un libro umoristico, va riconosciuto che Muzzopappa evita la retorica della crisi e si limita a fare il suo lavoro raccontando una storia esagerata, leggera e piuttosto divertente.

L’entusiastico sostegno dello scrittore Raul Montanari, che apre la seconda di copertina, è forse un tantino esagerato ma tutto sommato veritiero: il libro tiene il ritmo e strappa qualche risata, in fin dei conti proprio quello che si propone di fare. Se poi vi piacciono le citazioni cinematografiche reiterate lo apprezzerete ancora di più.

Marco Ragni

16 gennaio 2015