La terra delle scoperte infinite

 Lo slogan ufficiale delle Marche è una precisa garanzia: “le scoprirai all’infinito”. Dopo aver trascorso alcuni giorni nella provincia di Pesaro e Urbino si può dire che la promessa è stata ampiamente mantenuta.

Giunti a Pesaro in un limpido sabato pomeriggio di metà settembre abbiamo pranzato sul lungo mare, guardando una spiaggia dall’aspetto ancora estivo che sembrava rilassarsi dopo l’intenso agosto turistico.

Una visita approfondita alla città l’avremmo fatta il giorno dopo perché come prima tappa avevamo in programma di visitare Fano.

La passeggiata nell’accogliente centro storico della città è stata davvero gradevole, allietata anche dalla presenza di bancarelle e stand che animavano gli spazi dedicati alla Fiera della Sostenibilità.

Il giorno successivo, dopo una mattinata dedicata al centro di Pesaro con tanto di tappa alla casa di Rossini e ai musei civici, ci siamo spinti ad esplorare una parte di Montefeltro, giungendo fino nei pressi Parco naturale regionale del Sasso Simone e Simoncello. Peccato che i tempi ristretti non ci abbiano permesso di affrontare la camminata che conduceva fino agli enormi massi calcarei. Ci siamo però ampiamente rifatti visitando borghi e abbazie dalla zona.

Lunedì il nostro viaggio ci ha portati fin sul confine regionale, dove le Marche toccano la Toscana e l’Umbria. Da quelle parti abbiamo scoperto paesi piacevoli come Sant’Angelo in Vado e Mercatello sul Metauro.

Il giorno dopo eravamo di nuovo in quelle zone e la nostra tappa principale è stata Urbino con il suo centro storico noto per essere Patrimonio dell’Umanità protetto dall’UNESCO.

La mattinata e le prima parte del pomeriggio li abbiamo dedicati alla visita del Palazzo Ducale – sede della Galleria nazionale delle Marche – e alla scoperta degli angoli più suggestivi della città, apprezzando in particolare la splendida vista panoramica che si gode dalla fortezza Albornoz.

Terminata la visita ci siamo spostati a Urbania, principalmente richiamati dalla famosa Chiesa dei Morti e dalle sue mummie. Un’esperienza istruttiva e molto particolare che ci sentiamo di consigliarvi.

Mercoledì, ultimo giorno del nostro viaggio, è stato bagnato da una pioggia quasi costante ma questo non ci ha impedito di goderci la visita di Gradara e della maestosa Villa Imperiale di Pesaro.

Nei prossimi giorni vi racconteremo le tappe nel dettaglio, certi di aver scoperto solo la punta dell’iceberg di una terra splendida e piena di spunti affascinanti.

Marco Ragni

3 ottobre 2012

Voto: 8

Positivo: se si cercano spunti c’è solo l’imbarazzo della scelta

Negativo: la viabilità non è proprio ottimale e…attenti agli autovelox

Dove dormire in provincia di Pesaro e Urbino

 Agriturismo Ca’Cirigiolo – Apecchio

 Hotel Savoy – Pesaro

 Palazzo Santinelli – Sant’Angelo in Vado

 Slowcanda – Piobbico (Loc. Baciardi)

 Grand Hotel Vittoria – Pesaro

Valdericarte Creative Residence – Lamoli di Borgo Pace