A Palazzo Reale abbiamo visto la mostra del grande fotografo

A train of the Red Cross, transporting children to Switzerland. Budapest,  Hungary. 1947. / Un treno della Croce Rossa che trasporta bambini in  Svizzera. Budapest, Ungheria. 1947.

A train of the Red Cross, transporting children to Switzerland. Budapest,
Hungary. 1947. / Un treno della Croce Rossa che trasporta bambini in
Svizzera. Budapest, Ungheria. 1947.

Dopo Robert Capa, Henri Cartier-Bresson e Elliot Erwitt, ancora una volta la capitale sabauda ospita, fino al 16 febbraio 2014, un grande Maestro delle immagini: Werner Bischof.

Sembra che il sodalizio tra Palazzo Reale e la fotografia d’autore sia ormai assodato, tanto da far sperare un giorno in una collettiva di tutti i grandi nomi che si sono avvicendati. C’è però una profonda differenza nella produzione dei quattro mostri sacri citati sopra. Se, infatti, Capa è noto principalmente per la sua attività di fotoreporter, Cartier-Bresson e Erwitt sono passati alla storia per un modo di approcciarsi all’immagine con un taglio più intimo e, forse, personale.

In questo filone si inserisce Bischof che negli anni ricevette diversi incarichi che lo portarono a fotografare le zone devastate dalla povertà e dalla guerra. La sua sensibilità lo spinse sempre a cogliere gli aspetti più umani in mezzo alla desolazione, immortalandoli in scatti di una bellezza triste e malinconica.

Risulta evidente, nel corso degli anni, l’evoluzione stilistica e professionale del fotografo svizzero. Sempre più spesso i momenti fermati sulla pellicola si discostano dal sensazionalismo tipico dell’attività del reporter per esaltare invece, attraverso un utilizzo magistrale delle luci, la bellezza intrinseca dei soggetti. La morte prematura sulle Ande, avvenuta a soli trentotto anni, ha bruciato come una pellicola esposta al sole la vita di uno dei più grandi fotografi dell’agenzia americana, lasciando un vuoto che solo delle opere senza tempo come le sue hanno saputo colmare.

Per approfondire: Il Sito di Palazzo Reale

Roberto Cera

25 settembre 2013

Voto: 8

Positivo: la bellezza delle foto esposte e del catalogo valgono un viaggio fino a Torino

Negativo: poche le informazioni tecniche sulle foto presentate